Prestito tra privati con bonifico

Indice dei contenuti

Quando non si ha la possibilità di rivolgersi ai canali finanziari tradizionali e si opta per un’alternativa alle banche e alle società finanziarie, possiamo volgere lo sguardo ad un prestito tra privati. Le concessioni di denaro tra amici e parenti sono infatti molto gettonate. C’è da dire che quando si richiede un prestito ad un conoscente molto spesso non vengono applicati gli interessi o comunque risultano di gran lunga inferiori di quelli degli istituti di credito. Le due parti – il creditore che concede il prestito e il beneficiario del finanziamento – si accordano sulla percentuale di interesse.

Ma in senso pratico come avviene il trasferimento di denaro tra due amici o familiari? Per evitare i controlli del Fisco è necessario affidarsi ad alcuni mezzi sicuri come il bonifico. Solo in questo modo non si avranno problemi con l’Agenzia delle Entrate. Restate sintonizzati per avere ogni chiarimento su come compilare il bonifico in caso di prestiti tra privati.

Il bonifico

Il bonifico è considerato uno dei mezzi principali per trasferire soldi a parenti ed amici. Nel caso in cui l’importo sia molto alto sarà però meglio rivolgersi ad un notaio ed avere due testimoni che andranno a tutelare sia chi concede il finanziamento che chi lo riceve. Qualora volessimo regalare e non prestare tale capitale, allora bisognerà essere davvero precisi con la causale del bonifico e scrivere: “Atto di donazione… registrato in data…“. Ciò tutelerà soprattutto il destinatario del denaro.

Se invece si tratta di piccoli importi concessi in prestito, è sufficiente il bonifico. Non è il caso infatti di procedere ad una scrittura privata pure se in realtà tutelerebbe meglio il creditore qualora ci fossero controlli del Fisco. Quello che serve è una buona dose di precisione e di attenzione. Se decidiamo di prestare denaro senza interessi, la causa del bonifico dovrà essere “Prestito infruttifero del...”. In caso di prestito con interessi, invece, nella causale bisognerà scrivere “Prestito fruttifero del…“. Fondamentale riportare la data e nel caso registrare il contratto di finanziamento tra privati.

Quale causale?

Immaginiamo allora di voler prestare una somma di denaro ad un amico o conoscente mediante bonifico bancario. Uno dei punti su cui concentrarsi di più è quello della causale: non ci sono delle regole specifiche da seguire ma è giusto motivare il passaggio di denaro da un conto all’altro. Occhio, allora, alla causale!

C’è una differenza tra causale del prestito e finalità del finanziamento. Nella causale si spiega il motivo per cui viene trasferito il denaro ma non il modo in cui verrà speso.

Nella causale non va indicato, infatti, in che modo verrà usato il denaro ottenuto in prestito ma solo la ‘causa’ della transazione di soldi. La causale è un elemento fondamentale di un bonifico bancario perché bisogna sempre considerare eventuali controlli da parte del fisco. Con una causale ben specificata non andremo incontro a richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o ad accertamenti di natura fiscale.

Prestito tra parenti e amici

In un prestito tra parenti e amici non vengono mai applicati interessi. Ecco perché nella causale del bonifico va ben chiarita questa situazione e sottolineato lo stato “infruttifero” del prestito. Se ciò non accadesse, il soggetto creditore (colui che ha erogato il prestito ndr) potrebbe essere sottoposto ad un controllo di natura fiscale e accusato in futuro di non aver dichiarato il reddito proveniente da possibili interessi.

Andiamo nei dettagli in modo che il discorso possa apparire più chiaro a tutti. La causale sarà la seguente in caso di prestito tra parenti ed amici: “Prestito infruttifero per mio fratello/amico Antonio Rossi”. Si specifica, dunque, la natura infruttifera del prestito e si inserisce il grado di parentela e il nome e il cognome del familiare o dell’amico a cui concediamo il prestito.

Sempre meglio se viene redatta anche una scrittura privata che sarà poi sottoscritta da entrambe le parti (il creditore e il beneficiario del finanziamento). Si tratta di un’ulteriore testimonianza del prestito infruttifero e dunque senza interessi.

Se per il bonifico bancario bisogna stare ben attenti alla causale ed essere precisi, per la scrittura privata è fondamentale concentrarsi sulla data certa. Questa si può ottenere con raccomandata o anche con lo scambio di una Pec tra i due soggetti coinvolti. Se il denaro, invece, lo vogliamo donare ad un nostro parente e non concedere in prestito, anche qui bisognerà essere chiari con la causale per evitare che il Fisco possa avere sospetti. Ecco che andrà scritto, allora, una formula simile a “Regalo mamma”, “regalo nonna” ed eccetera. Anche nella donazione va indicato il grado di parentela tra le parti coinvolte nel passaggio di denaro.

Nella causale della donazione si può far riferimento anche ad eventi come “matrimonio”; “comunione”; “compleanno”. Non vanno usate altre formule per evitare che l’Agenzia delle Entrate possa considerare la transazione come una prestazione lavorativa non fatturata.

I vantaggi

Quando un prestito tra privati viene effettuato senza rispettare le regole si può andare incontro ad una serie di problemi. In primis si può rischiare di commettere un reato, violando le norme antiriciclaggio. Inoltre potrebbe essere considerato un prestito usuraio o se non viene specificato che si tratta di un prestito senza interessi e dunque infruttifero il Fisco potrebbe pensare che si tratta invece di un prestito a cui sono stati applicati interessi che non sono poi stati dichiarati. Insomma una serie di grattacapi che è meglio evitare!

I vantaggi di far uso di un bonifico bancario per un prestito tra privati sono tanti: l’operazione è sempre tracciabile e verificabile. Il Fisco può effettuare controlli e rendersi conto della trasparenza della transazione di denaro. Chi concede il denaro in prestito, mediante un bonifico bancario, può dimostrare senza problemi a chi ha elargito la somma in caso di accertamento fiscale. Chi lo riceve può allo stesso modo documentare da chi ha ottenuto il prestito in modo che non venga considerato come un reddito non dichiarato allo Stato.

Conclusioni

Il discorso è chiaro e lineare: se non vogliamo avere problemi con il fisco è sempre bene poter giustificare qualsiasi passaggio di denaro. Tali movimenti di soldi devono avvenire mediante mezzi di pagamento tracciabili. In molti pensano che prestare denaro ad un amico o ad un parente sia un’operazione facile e che non richieda molta attenzione. Ma non è così. La stretta di mano può avvenire in caso di importi bassi ma non si avrà mai la certezza che quel denaro ci verrà un giorno restituito.

Pensiamo a due persone che si dividono un compenso di lavoro mediante bonifici o ad un padre che decide di fare un regalo a sua figlia o ad un amico che vuole prestare denaro ad un altro amico. Sono tutte operazioni che possono sembrare banali ma che in realtà non vanno affatto eseguite con superficialità. In tutti i casi ci potrebbero essere in futuro dei controlli da parte del fisco e senza un documento o una prova concreta sarà difficile motivare questi passaggi di denaro da una persona all’altra.

Sia che si tratti di donazioni, di anticipi o di prestiti è importante poter essere in grado di fornire le giuste spiegazioni al Fisco in caso di accertamenti.

Tutti noi dovremmo essere capaci di motivare all’Agenzia delle Entrate possibili movimenti di denaro e spiegare la fonte di tali transazioni. Tutto ciò serve per evitare sospetti e dubbi da parte del Fisco. Il discorso, poi, chiaramente cambia in base alla somma che bisogna concedere in prestito. Se parliamo di una cifra modesta possiamo anche procedere tranquillamente solo con un bonifico bancario accompagnato da una scrittura privata.

Quando l’importo sale di molto, tutto cambia. In questo caso il semplice bonifico bancario non sarà infatti sufficiente ma bisognerà procedere ad un atto pubblico dinanzi ad un notaio e con la presenza di due testimoni. Ciò è fondamentale, al di là che per i controlli del Fisco, anche per evitare richieste da parte di chi ha concesso il prestito. Insomma si tratta di una garanzia per entrambi i soggetti coinvolti nella transazione. Nella scrittura privata vanno indicati i due soggetti coinvolti nell’operazione (nome e cognome, codice fiscale e data di nascita), la somma che verrà concessa in prestito, le modalità e i tempi di rimborso e possibili condizioni in caso di mancata restituzione della somma. La firma va messa su ogni pagina. Fondamentale la data certa della scrittura privata nonché le eventuali clausole. Nella scrittura privata si possono infatti aggiungere penali nel caso in cui ci fosse insolvenza da parte del beneficiario del capitale o anche possibili proroghe sui tempi.

Il prestito infruttifero, a differenza di quello fruttifero, non va indicato nella dichiarazione dei redditi perché non comporta un’entrata per il soggetto creditore che eroga il finanziamento.