Prestiti privati senza banca

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In questo periodo, in cui crisi economica e disoccupazione continuano a farsi sentire, sono in tante le persone che ricorrono ai vecchi prestiti di una volta. Ed ecco che invece di richiedere un finanziamento presso un istituto bancario o una società finanziaria ci si rivolge direttamente a parenti, conoscenti ed amici. I prestiti tra privati, insomma, sono tornati nuovamente alla ribalta. Non parliamo di soluzioni di credito poco trasparenti e illegali ma di formule finanziarie ben disciplinate da leggi e normative.

I prestiti tra privati, che non prevedono alcun intermediario e che dunque vengono sottoscritti al di fuori delle banche, sono molto gettonati negli ultimi tempi perché rappresentano spesso l’unica alternativa per chi non riesce ad avere accesso ai canali di credito tradizionali, ossia banche e finanziarie, per ottenere liquidità extra. Non è raro che chi sia privo di buste paga o di contratti di lavoro a tempo indeterminato si trovi in difficoltà per accedere al credito. Ancor peggio poi chi è cattivo pagatore o ha subìto un protesto. In questa guida vi illustreremo cosa sono i prestiti tra privati, come funzionano e come si accede al credito senza banche.

Prestiti tra privati senza intermediari

Il prestito tra privati rappresenta uno dei mezzi migliori per accedere al credito quando non si hanno molte garanzie. E’ chiaro, però, che bisogna poter dimostrare di essere capaci di rimborsare il capitale ottenuto in prestito. Di finanziamenti di questo tipo ve ne sono davvero tanti, ognuna con vantaggi, limiti e caratteristiche particolari.

I prestiti privati possono essere, ad esempio, effettuati mediante scrittura privata. Questa formula è adottata soprattutto tra familiari e amici. Ci sono poi prestiti tra privati con cambiali e quelli sottoscritti attraverso le piattaforme di social lending. Quest’ultima soluzione di credito sta trovando molto spazio negli ultimi anni grazie alla crescita di internet.

I prestiti tra privati senza banca sono legali?

I prestiti tra privati e senza banche come intermediari sono legali. La cosa importante è che vengano rispettate tutte le norme e che tra i due soggetti coinvolti (chi eroga il prestito e chi lo riceve) ci sia un contratto. Senza un documento scritto può succedere che il passaggio di denaro susciti dubbi nell’Agenzia delle Entrate e non è raro che si venga accusati di evasione fiscale o ancor peggio di usura.

Il contratto non è obbligatorio nei prestiti tra i privati ma è sempre meglio sottoscriverlo per evitare spiacevoli grattacapi.

Il nostro suggerimento è quello di tenere a mente tutte le regole imposte dalla normativa in materia per evitare problemi soprattutto quando i prestiti vengono erogati tra parenti e senza interessi.

La scrittura privata

Con la scrittura privata, che non è obbligatoria per legge ma spesso necessaria, non si avranno problemi per la restituzione del capitale concesso in prestito in quanto questo documento ne rappresenta una prova. Ma soprattutto si dimostrerà all’Agenzia delle Entrate che è stato prestato del denaro, scongiurando che quell’entrata di denaro possa essere interpretata come un guadagno non dichiarato al fisco.

La scrittura privata prevede il pagamento di un’imposta di bollo di 16 euro per tutte e quattro le facciate del contratto.

Inoltre nel momento in cui la scrittura privata viene formalizzata come contratto di prestito tra privati bisogna anche pagare l’imposta di registro pari al 3% dell’importo prestato. Se il prestito che è stato stipulato tra le parti è fruttifero (ossia con interessi) allora l’imposta di registro verrà conteggiata in base al totale del capitale più gli interessi applicati.

La scrittura privata va compilata con attenzione: all’interno vanno inseriti sia i dati anagrafici che di residenza, nonché il codice fiscale dei soggetti coinvolti. Va pure indicato il rapporto di parentela tra le parti qualora ci fosse e il motivo del prestito (quest’ultimo non è obbligatorio ndr). Inoltre è chiaro che bisogna scrivere l’importo concesso in prestito e la modalità di erogazione. Nella scrittura privata bisogna riportare le date esatte, la durata del piano di rimborso e il tipo di prestito: fruttifero (con interessi applicati) o infruttifero (senza interessi). Fondamentale la presenza delle firme di tutti i soggetti coinvolti-

Con e senza interessi

Il prestito tra amici, parenti e conoscenti può essere sia con interessi che senza. Chi riceve il finanziamento, ossia il mutuatario, è obbligato a pagare una quota di interessi in caso di prestito fruttifero. Il valore del tasso di interesse viene deciso dalle parti ma è necessario che non vada oltre la soglia stabilita dalla Legge 108/96 per non sconfinare nell’usura. Per capire se state correndo un pericolo, meglio consultare qualche calcolatore presente in rete: il valore infatti non è sempre uguale ma varia anche mese per mese.

I prestiti senza interessi sono proprio quelli che vengono solitamente stipulati tra familiari ed amici. Il nostro suggerimento – sempre per scongiurare grattacapi con l’Agenzia delle Entrate ed il Fisco – è quello di dimostrare e giustificare lo spostamento di denaro attraverso magari la causale di un bonifico o con una scrittura privata. Un altro metodo molto utilizzato è quello che prevede l’uso della raccomandata con ricevuta di ritorno.

Nella causale del bonifico è sempre bene specificare se si tratta di un prestito con o senza interessi. In caso di prestiti infruttiferi, infatti, tali transazioni di denaro non saranno soggette a tassazione.

Prestiti tra privati per corrispondenza

Nel corso di questo articolo vi stiamo illustrando tutte le tipologie esistenti di prestiti tra privati. Come starete ben vedendo queste forme di finanziamento non prevedono la presenza delle banche. Un altro metodo usato per non finire sotto la scure del Fisco è quello della raccomandata con ricevuta di ritorno: si parla infatti di prestiti tra privati per corrispondenza. Come funzionano? La scrittura privata viene spedita al beneficiario attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il destinatario del finanziamento firmerà il contratto, la scrittura privata, e spedirà a colui che ha concesso il prestito la documentazione con raccomandata con ricevuta di ritorno. Un metodo funzionale ad attestarne la data certa.

I prestiti tra privati con cambiali

Se l’accesso al credito con i canali tradizionali – banche e finanziarie – può risultare complesso, il prestito tra i privati è l’alternativa migliore. Il prestito tra privati con cambiali risulta infatti la strada adatta soprattutto per protestati, cattivi pagatori, disoccupati o anche per tutti quei soggetti senza busta paga o per i lavoratori autonomi con entrate esigue.

La cambiale rappresenta una garanzia per chi concede il denaro in prestito ad un soggetto che garanzie al momento non possiede.

In caso di insolvenza, infatti, il creditore può procedere al pignoramento dei beni del debitore. La cambiale è un titolo esecutivo. Ecco perché questo tipo di finanziamento viene effettuato soprattutto con persone ritenute poco affidabili da banche e società finanziarie. Sulla cambiale va sempre applicato il bollo: in caso di assenza il titolo non viene considerato valido. La marca da bollo sarà pari al 12 per mille del valore della cambiale stessa.

Uno dei vantaggi delle cambiali sta nel fatto che siano flessibili: si possono decidere e concordare le somme da rimborsare e le date. Inoltre la cambiale è anche rinnovabile: in caso di bisogno si può prorogare il termine o modificare le condizioni del rimborso.

Social lending: il prestito tra privati a portata di clic

In un periodo in cui internet la fa da padrone non possono certo mancare i prestiti tra privati a portata di clic. Oggi sono attive numerose piattaforme di social lending che consentono a due persone di cedere e di beneficiare di capitale. Questi siti mettono in contatto creditori e debitori senza però alcun tipo di intermedio finanziario. Anche in questo caso non ci sono banche e società finanziarie a fare da tramite.

Chi riceve il denaro in prestito viene valutato in base alla puntualità con cui paga le rate. Viene dunque stilata una classifica a seconda del rischio.

Le piattaforme online di social lending si accertano se a dover ricevere un prestito è un soggetto che è stato protestato o inserito nella lista dei cattivi pagatori. Ciò non vuol dire che si venga esclusi ma bisogna guadagnarsi la fiducia con la puntualità nel rimborso del finanziamento. I tassi applicati spesso variano proprio in base all’affidabilità finanziaria del beneficiario del finanziamento. Maggiore è il rischio, più alti gli interessi applicati al finanziamento.

I prestiti tra privati con il social lending avvengono online: non bisogna recarsi in alcun luogo fisico. Si può stare comodamente seduti a casa e richiedere liquidità extra in caso di bisogno. Basta un computer e una connessione internet per effettuare tutte le operazioni utili a richiedere il finanziamento e quelle relative al pagamento delle rate.