Prestiti tra privati: il Social Lending

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È capitato a tutti, o quasi, almeno una volta nella vita di chiedere un prestito a qualcuno. In situazioni economiche molto gravi purtroppo spesso si è costretti a farsi aiutare da amici e parenti. Mettendo da parte l’orgoglio, si chiede loro un piccolo prestito, senza il quale sarebbe difficile, se non proprio impossibile, continuare a sostenere le spese quotidiane. Quando però gli amici e parenti a cui abbiamo chiesto un aiuto economico non sono in grado di darcelo, oppure quando ci è stato rifiutato un finanziamento, possiamo ricorrere ai prestiti tra privati, cioè al Social Lending.

Cos’è il Social Lending?

Il Social Lending, chiamato anche Peer-to-Peer (P2P) Lending (che deriva dall’inglese to lend = prestare), è un prestito tra privati, cioè è un prestito personale che un privato eroga ad altri privati, una tipologia intermedia tra la donazione e il prestito. Il Social Lending avviene su internet, dove viene creata una comunità nella quale coloro che chiedono un prestito, chiamati richiedenti, e coloro che prestano denaro ad altri, denominati prestatori, interagiscono tra di loro senza l’intermediazione di banche e finanziarie.

Questa particolare forma di finanziamento viene denominata “social” perché usato per prestare soldi in progetti cosiddetti “sociali”. In sostanza il prestatore non presta soldi con lo scopo di guadagnare, ma lo fa per sostenere un progetto in cui crede. Nel P2P Lending, i prestatori sono i privati che possono finanziare non solo le famiglie ma anche le piccole e medie imprese. Gli interessi che ricevono in cambio del loro prestito si aggirano intorno al 5%.

Lo scopo del Social Lending è quindi quello di offrire opportunità e vantaggi a tutti: per i richiedenti è un modo veloce ed economico per avere denaro, mentre per i prestatori è una forma di investimento innovativa e molto interessante.

Una delle caratteristiche principali di questi prestiti è sicuramente la trasparenza con cui avvengono le operazioni. I prestatori infatti vengono messi a conoscenza di tutto ciò che riguarda le aziende a cui stanno prestando dei soldi: il settore, gli anni di attività e il fatturato sono le informazioni a loro fornite.

I passaggi per accedervi

Per entrare nel mondo del Social Lending bastano pochi e semplicissimi passaggi. La prima cosa da fare è iscriversi a una delle piattaforme di Peer to Peer Lending che permette di ottenere prestiti on line.

  • Il prestatore crea un account personale, allega i documenti richiesti firma digitalmente il contratto e decide quanto investire
  • Il richiedente si iscrive al portale e fa una richiesta di prestito.
  • Il prestatore infine effettua un bonifico per la somma di denaro che intende investire e inizia a scegliere i prestiti.

È importante sapere altre due cose. La prima è che ad ogni richiedente viene dato un rating, cioè un livello di affidabilità, creato incrociando i dati provenienti dalle centrali rischi con le variabili di risk management. Più basso sarà il livello di rating, più alti saranno i tassi di interessi applicati per compensare il rischio. La seconda è che iscrivendosi a queste piattaforme i dati sensibili non vengono resi noti a nessuno, ma protetti rispettando il diritto alla privacy di ognuno.

Come funziona?

Il Social Lending, divenuto la migliore forma di finanziamento per molte start-up, è un sistema conveniente, efficace e sicuro, che permette di ottenere il tasso migliore a condizioni agevolate. Funziona in maniera molto semplice.

Dopo che il prestatore ha indicato la cifra che vuole investire e dopo che il richiedente ha fatto la richiesta di prestito, il prestito entra nel Marketplace per incontrare le richieste di finanziamento degli investitori. Ogni richiesta viene suddivisa in piccoli importi in modo che i diversi investitori possano finanziare il prestito. Ad esempio il prestatore che offre € 1.000 euro presterà da 20 a 50 euro a diversi richiedenti. Facendo in questo modo il rischio di insolvenza si diluirà.

La piattaforma abbina il prestito alle offerte presenti e il richiedente decide poi se accettare o meno la proposta di prestito. Se accettata, la piattaforma di Social Lending accredita l’importo del prestito direttamente sul conto corrente del richiedente. Quest’ultimo, che si riconosce contrattualmente debitore dei prestatori, ripaga il prestito attraverso rate mensili via addebito automatico. Nel caso in cui il richiedente è in ritardo con i pagamenti, vengono attivate società di recupero crediti.

Quindi una funzione particolarmente importante viene svolta dalle piattaforme di Social Lending, che hanno un ruolo attivo sia perché selezionano le richieste di credito tra tutte quelle arrivate sia perché decidono dove destinare il denaro investito.

Inoltre si occupano di numerose altre attività, come per esempio gestire un marketplace all’interno della piattaforma stessa dove si incontrano domande e offerte di denaro, gestire i movimenti di denaro, controllare l’identità dei richiedenti e dei prestatori e prestare assistenza agli uni e agli altri. Le piattaforme di Social Lending inoltre sviluppano una base clienti per assicurare maggiore redditività agli investitori.

I vantaggi per i richiedenti e per i prestatori

Chiedere un prestito attraverso le piattaforme di Social Lending significa avere numerosi vantaggi. Per i richiedenti i vantaggi sono:

  • Velocità dell’erogazione. Grazie alle procedure più semplificate e rapide, è possibile ottenere un prestito in pochissimi giorni, massimo 72 ore.
  • Facilità dell’erogazione. Per ottenere un prestito è necessario possedere pochi requisiti, tra cui avere tra i 18 e i 75 anni, risiedere in Italia, avere un lavoro autonomo o dipendente anche a tempo determinato.
  • Tassi di interessi inferiore alla media.  Solitamente questi sono inferiori di uno o due punti percentuali rispetto a quelli dell’Istituto di credito.
  • Rate mensili sempre uguali, senza una prima rata più alta
  • Sicurezza ed equità.
  • Riduzione dei costi di intermediazione. Non essendoci l’intermediazione di banche o finanziarie, le spese sono più basse, grazie ovviamente alla natura digitale del prestito.
  • Erogazione via bonifico e pagamento tramite addebito mensile su conto corrente

Per i prestatori invece i vantaggi sono:

  • Trasparenza ed efficacia. Il Prestatore sa perfettamente dove vanno a finire i suoi soldi.
  • Buoni rendimenti.
  • Basso rischio: il capitale viene frazionato in quote per ridurre al minimo i rischi.
  • Possibilità di scegliere la modalità di investimento automatico per reinvestire
    la cassa disponibile;

Per entrambi:

  • Tutela della privacy. L’identità di chi presta denaro o di chi lo riceve resta segreta. Il Richiedente e il Prestatore infatti interagiranno tra loro utilizzando un nickname
  • Ampia libertà di azione sia per il Richiedente sia per il Prestatore. Ogni finanziatore decide a chi prestare i propri soldi ed ogni Richiedente da chi riceverli.
  • Piattaforma online disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.

Rischi e svantaggi

I possibili rischi e gli svantaggi per chi decide di affidarsi alle piattaforme di Social Lending ci sono, ma sono decisamente minori dei vantaggi che se ne traggono.

  • Poca sicurezza. Il prestatore non ha la certezza assoluta di poter recuperare il proprio capitale.
  • Scarsa convenienza. Il prestito tra privati non è normativamente tutelato, per cui può accadere che al richiedente non venga comunicato il costo reale ed effettivo del finanziamento. Quindi il Richiedente potrebbe trovarsi con una tassazione più alta di quanto stabilito nel contratto.

Inoltre, la privacy se da un lato è un aspetto positivo dall’altro risulta essere negativo, visto che l’identità di chi presta denaro e di chi lo richiede resta sconosciuta. Per cui il rischio maggiore è che le somme prestate non vengano più restituite e che il Prestatore, nel corso di una transazione di prestito, non venga tutelato dalla legge, a differenza di chi invece si affida alle attività finanziarie tradizionali.

Il Social Lending in Italia

In Italia, il prestito tra privati arriva nel 2007, in un periodo particolare per ‘economia italiana. Negli anni successivi, il Social Lending ha faticato ancora a decollare visto il ridotto volume d’affari, dovuto soprattutto alla mancanza di sicurezza e all’ostruzionismo dei maggiori istituti di credito.

Dopo una partenza un po’ lenta, oggi invece in Italia il Peer-to-Peer Lending procede in maniera pienamente soddisfacente e le piattaforme di Lending italiane hanno raddoppiato l’erogato rispetto all’anno scorso, stanziando 309 milioni nel primo trimestre del 2019, quasi il doppio rispetto allo stesso trimestre del 2018. Il grande successo del Social Lending è dovuto non solo al fatto che le banche concedono sempre più difficilmente i prestiti e i finanziamenti, costringendo coloro che ne hanno bisogno a trovare altre alternative all’istituto di credito tradizionale, ma anche grazie alla velocità delle operazioni e delle procedure di intermediazione semplificate.

Secondo studi e ricerche recenti, il mercato europea del Social Lending aumenterà del 50% arrivando ad erogare addirittura quasi 5 miliardi. In tutto questo, il ruolo dell’Italia sarà sempre maggiore e determinate. Quindi in conclusione, questa forma di prestito tra privati presenta fortissime potenzialità di crescita.